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Se ti hanno mai domandato "chi vince?" e hai avuto difficoltà a rispondere, allora questo blog fa per te.

The Demolished Ones (Fate)

Chi sono? Dove mi trovo? Perchè c’è un cadavere nella stanza?

Comincia con un sacco di domande questa “avventura” di stampo Vittoriano basata sul sistema FATE.
Lanciata un po’ in sordina su Kickstarter, ha stimolato la pubblicazione di feedback positivi da parte dei backer che l’hanno provata, ed è stata di recente resa disponibile al largo pubblico su DriveThruRPG.
Il modulo in questione è interessante perché presenta delle novità rispetto a produzioni simili che si appoggiano al noto sistema generico. Il regolamento base viene applicato nella maggior parte dei casi ma sono state aggiunte delle regole specifiche che rendono il prodotto diverso e solo parzialmente compatibile con il genitore: una sorta di incrocio tra un modulo avventura ed un sistema completo (sebbene dagli illustri natali).

The Demolished Ones

The Demolished Ones

L’azione si svolge in un mondo Vittoriano, oscuro e fantastico, dalla vaga reminiscenza steampunk (l’autore cita Dark City) che rappresenta per i giocatori ed i personaggi, qualcosa di alieno e familiare nello stesso tempo.

Un motivo guida dell’opera è l’orrore e la scoperta, il mistero e l’intrigo che porta i personaggi a scoprire loro stessi. E per “scoprire loro stessi” non intendo una figura retorica o un processo introspettivo, intendo proprio scoprire chi siano gli alter-ego che si aggirano tra nebbia e vapore dal sapore lovecraftiano.

L’amnesia è infatti, il secondo motivo portante del gioco.
Un’amnesia di gruppo che rende i giocatori totalmente inconsapevoli sull’identità dei propri personaggi.
La cosa è stata riportata anche in termini di gioco, con grande effetto sull’immersività: si parte con una scheda del personaggio non compilata itegralmente e la si costruisce giocando, portando alla luce il passato dei personaggi, le loro attitudini, i loro conflitti ed i loro obiettivi.
Questo processo di scoperta agevola la creazione di un’atmosfera cupa e precaria, che ben alimenta la sensazione di impotenza e presagio che caratterizza un’opera horror.

il tema della perdita di memoria non è nuovo nella narrativa ruolistica, specie quella a carattere investigativo  (lo stesso Shadows of Esteren ci basa l’avventura portante del Libro 0) ma in questo caso il concetto viene esteso fino al parossismo. Partire con l’idea di essere una comune brava persona e scoprire di essere un efferato serial killer (o viceversa) genera il tipo di contrasti, sull’orlo della follia, che dovrebbero rendere l’esperienza appagante.
Insomma, come dice una tagline “Qualcosa è andato storto”.

Passando a dettagli più tecnici, i feedback descrivono un modulo ben scritto e piacevole da leggere per il master, che si sobbarca la maggior parte del lavoro. Nei cinque capitoli, sono presentati supporti di gioco, mappe e descrizioni dell’ambientazione e PNG. Come dicevano il gioco è corredato di regole complete (non manca la possibilità di sperimentare scene d’azione) e la creazione del personaggio, come fosse un corebook totalmente indipendente.

L’autore, Brian Engard, già impegnato nel team di FATE stesso, in un’intervista ci fa sapere che le meccaniche più ignegnose secondo lui sono quelle relative al pushing, tuning e shaping. Strumenti soprannaturali che permettono, con il pushing di compiere imprese fuori dalle capacità umane (come sollevare un’auto), con il tuning di modificare il comportamento di qualcuno e con lo shaping di plasmare la realtà (per esempio creando un porta in un muro).

Sembra tutto molto interessante, come note negative devo dire che la grafica non mi ha entusiasmato (sembra amatoriale), anche se ammetto sia un aspetto minoritario e che il prezzo è forse troppo alto per un prodotto che ha scarsissima probabilità di essere rigiocato, almeno nel suo intento iniziale, dallo stesso gruppo.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 agosto 2013 da in Italiano, Notizie con tag , , , , , , .
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