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Se ti hanno mai domandato "chi vince?" e hai avuto difficoltà a rispondere, allora questo blog fa per te.

Torniamo a dare “Uno Sguardo nel Buio”: la Quinta edizione!

Chi è cresciuto a pane e librogame tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, non può non conoscere il gioco di ruolo “Uno Sguardo nel Buio“.
USNB ha goduto di grande diffusione in quel periodo, incentivata dalla pubblicazione di una case editrice dalla lunghe vedute, la EL, tanto storica quanto rimpianta, che pubblicava i volumi della collana in libreria, insieme ai succitati librogame, mentre il resto delle produzioni del tempo trovava spazio solo nei pochissimi negozi specializzati o, nei casi più eclatanti, nei negozi di giocattoli.
L’idea di andare in libreria e trovare un gioco di ruolo esposto insieme al Signore degli Anelli o ad un romanzo di Asimov accostava, agli occhi dei profani quando degli appassionati, l’immagine dei gdr a quella della lettura fantastica mainstream; già il solo acquisto di prodotto della linea dava l’impressione di fare un passo nella cultura a dispetto dalla natura ludica dei manuali. Eh, il passato…

USNB dicevamo, ha goduto di un successo incredibile in Germania, dove è stato creato nel 1984, tanto da superare il colosso D&D, con cui condivide moltissime meccaniche nella sua versione base. La cosa curiosa è che il gioco è stato pubblicato in italiano nel 1986, ben prima della sua versione in inglese, per la quale si dovrà aspettare il 1991.

Il gioco negli anni ha visto l’evolversi di quattro edizioni diverse in cui il gioco ha cambiato faccia nelle meccaniche, pur rimanendo fedele all’ispirazione tradizionale. In ogni caso, già dall’espansione della prima edizione, arrivata anche in Italia nel 1989 (ultima pubblicazione nostrana), si vedeva come il gioco stava prendendo una piega molto più evoluta e completa dei competitori di quel periodo, tanto da corredarsi di un’ambientazione dettagliata e realistica chiamata Aventuria (divenuta Atlantide in Italia…).

Con gli anni, il gioco, nella versione da tavolo, ha perso forza, mantenendo un buon numero di proseliti solo in patria, ma ha saputo comunque mantenere vivo il marchio, anche e sopratutto grazie alle molti produzioni uscite su altri media, dai giochi di carte ai boardgame, fino i giochi mobile per cellulari.
Il videogioco per computer tuttavia, è stato il mezzo di espressione con cui la linea è rimasta meglio rappresentata a livello internazionale nei tempi recenti. Grazie alla serie Drakensang, USNB ha goduto di una popolarità tale da giustificare addirittura il lancio di un mmorpg omonimo (disponibile anche in versione browser-based).

Le ottime condizioni di salute della linea dunque, hanno motivato una serie di nuove produzioni che comprendono:

  • Un film prodotto dalla tedesca KSM Cinema (il trailer, in calce, è doppiato anche in inglese) che sembra onesto anche se a basso budget.
  • Un nuovo videogioco di più ampio respiro (e budget), sempre in modalità terza persona, chiamato “The Dark Eye – Demonicon” in uscita entro quest’anno anche su console (quale migliore prova di successo che l’uscita sul mass-market delle console).
  • La quinta edizione del gioco di ruolo da tavolo… E qui entriamo nel campo che più ci interessa.

La fusione alchemica tra il successo del videogioco e la globale Old School Renaissance (OSR), che sta riportando in auge i vecchi giochi del secolo scorso, insieme ad un imprecisato numero di retrocloni, (anch’io ne sono stato affetto, sto rimettendo le mani su un mio lavoro di gioventù) ha probabilmente giustificato questa nuova versione del gioco, fermo dal 2003.

La pubblicazione è prevista per l’autunno 2014, quindi siamo abbondantemente in anticipo sui tempi ma la notizia non può che far piacere ai tanti appassionati, anche italiani, che conservano un buon ricordo del gioco.
Dal sito ufficiale apprendiamo che lo sviluppo della nuova versione avverrà attraverso il contributo dei fan e che sarà un’evoluzione del precedente regolamento che cercherà di mantenere l’identità del gioco permettendo nel contempo di inserire alcuni elementi d’innovazione (che saranno facoltativi) e che potrebbero rendere il gioco appetibile ai giocatori più giovani o/e esigenti.
Per questo motivi i game designer stanno pensando di realizzare anche una versione entry-level (pratica sempre più in voga) del gioco e di adottare uun uso esteso di questionari da sottoporre ai giocatori abituali (che in Germania non sono pochi) prima del vero e proprio beta test che dovrebbe iniziare a fine anno.

Speriamo che con lo svilupparsi della distribuzione digitale e con le nuove frontiere del crowdsourcing, questa vecchia gloria possa tornare a calcare il tavoli del nostro paese, con una localizzazione dedicata.


Il trailer del film

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14 commenti su “Torniamo a dare “Uno Sguardo nel Buio”: la Quinta edizione!

  1. Daniele Di Rubbo
    3 settembre 2013

    Ho sempre sentito parlare di Uno sguardo nel buio come di una pietra miliare nella cultura dei GDR, anche in Italia. Purtroppo, però, la mia età anagrafica mi rema contro: non l’ho mai conosciuto né giocato e lo conosco solo di fama.

    • Imbrattabit
      3 settembre 2013

      è più storia che attualità 🙂 Difficile che possa competere con quanto c’è in circolazione oggi (le dichiarazioni mi sembrano abbastanza reazionarie) ma noto, e questo è un bene, una certa ripresa del settore che spinge gli editori ad essere ottimisti.

      • Daniele Di Rubbo
        3 settembre 2013

        Beh, se ho ben capito di che gioco si tratta si può inserire nel contesto della old school renaissance, che attualmente sta avendo uno modesto successo giusto?

  2. Imbrattabit
    3 settembre 2013

    Si anche se secondo me l’effetto “amarcord” si sta esaurendo.

    • Daniele Di Rubbo
      3 settembre 2013

      Il che mi pare normale. Quanti di noi, per esempio, giocano ancora a Wolfenstein 3D (il famoso videogioco), nonostante sia stato un titolo innovativo ed apprezzatissimo, e sia ancora riconosciuto come un gigante del tempo?

      Lo stesso vale per alcuni giochi di ruolo palesemente “vecchi”. Il punto è che di quei giochi conserviamo solo il testo, ma abbiamo perso la cultura ludica. Di tanto in tanto spuntano articoli molto interessanti che parlano di come D&D venisse giocato alla fine degli anni ’70 e credo che noi non possiamo che considerare quel modo di giocare se non come abbastanza alieno dal nostro.

      Nessuno gioca più così ora, nemmeno qualora dovesse mettersi a prendere il testo della Rules Cyclopedia e giocarci da zero. Abbiamo una sottocultura ludica troppo diversa, cambiata. E va bene così: cambiare è tipico della cultura.

      • Imbrattabit
        3 settembre 2013

        Già, lo sto sperimentando in prima persona giocando a D&D BECMI in questi giorni. Rimane il discorso commerciale, una vecchia gloria tirata a lustro può addirittura fare più fatturato di un nuovo gioco, per quanto innovativo. I “bei ricordi”, sono una molla emotiva considerevole, specie per chi non ha molto tempo per giocare effettivamente.

      • Daniele Di Rubbo
        3 settembre 2013

        Ed ecco come è nato Dungeon World, per esempio. Cercando di amalgamare i “bei (vecchi) ricordi” con quello che veniva considerato dagli autori un design più moderno e attualmente più vicino al proprio gusto personale.

        I “bei ricordi” non sono mai cose negative. 😉

  3. Gromril
    3 settembre 2013

    Ma guarda! è stato il mio primo GDR, trovato nella biblioteca del mio pese (poi abbiamo continuato con Holmes & company). Sinceramente, questo amore per il passato non mi prende 🙂
    Se c’è una cosa sicura è che non ci rigiocherei (come DnD, quando mi viene l’idea sfoglio le regole, e mi passa subito).
    Buona fortuna all’editore

    • Daniele Di Rubbo
      3 settembre 2013

      Per curiosità mia personale, visto che sembra che non ti piaccia molto D&D, in questo periodo a che gioco stai giocando?

  4. gromril
    3 settembre 2013

    Ciao, a me non è che non piaccia DnD, è che l’effetto amarcord non funziona: ti spiego, le cose del passato sono belle perchè sono legate a momenti felici del passato (un brutto gioco, fatto divertendosi vale molto più di un bel gioco fatto annoiandosi, non so se mi spiego), cercare di riviverle per esperienza personale genera per lo più delusione (io non sono più nel bene o nel male il bimbo di 10 anni fa)…
    Al momento stiamo portando avanti una campagna di pathfinder, intrammezzata ad una di Nobilis (il bianco, non la nuova edizione con i disegnini manga… che però!!), intrammezzata alla campagna imperiale di Martelli da guerra (che non ho mai finito, è la terza volta che rifaccio il nemico dentro!!) provando Torchbearer (questo mi piace molto) e nel mentre Burning wheel (ma solo giocate a spot con PG precostituiti), saltuariamente Kult, DW (volevo provare l’hack per shadowrun), e sto aspettando che mi arrivi Shadowrun 5 (gioco dalla seconda!).
    Di fatto quando ci stanchiamo freeziamo il gioco , cambiamo master e via!

    • Daniele Di Rubbo
      3 settembre 2013

      Perfetto! Ho capito cosa intendi.

      Di Nobilis mi hanno parlato molto bene, anche della nuova edizione, che ho ma che non ho ancora letto. Di Torchbearer sono uno dei sostenitori su Kickstarter, ma non credo che sarà mai uno dei miei giochi preferiti, anche se mi piacerebbe farci almeno qualche partita di prova.

    • Imbrattabit
      3 settembre 2013

      A Torchbearer ci sto giocando, probabilmente scriverò qualcosa in merito.
      Sono anch’io uno “shadowrunner” e mi è piaciuto l’hack di DW per Shadowrun.

      Di Nobilis sono digiuno, mi dovrò documentare.

    • Neddo
      3 settembre 2013

      La storia di mettere nel frigo le campagne non é male, bisognerebbe spiegarlo alla gente che gioca con me da secoli, dopo 8 o 10 sessioni massimo si stoppa e non si piú avanti!
      Comunque Usnb, l’introduzione all’avventura fantastica, era un po’ “manca tanta roba” mentre per altre cose era piú carino di dnd. Tirare att e par era piú lento di tirare sul thac0 ma di sicuro era piú realistico. Poi la regola degli “assalti” era una figata. Nel “perfezionamento” il comb diventava peró di una lentezza esasperante. Di sicuro non ci giocherei ma fa piacere la notizia di una nuova edizione tedesca.

  5. MindbendeR
    9 settembre 2013

    Molto bello “Uno Sguardo nel Buio”. Innovativo ancora oggi con gli incantesimi da pronunciare con la formula e l’attacco di opportunità secoli prima che venisse sviluppato….
    Io gioco ancora a DooM.

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