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Vapore italico: Brass Age, non solo steampunk

Il comando per cercare materiale steampunk nel mio archivio digitale assomiglia a qualcosa di poco intellegibile tipo:

find /path/to/rpg/ -type f -exec grep -il steampunk {} \;  > found-stuff &

Una sequela di simboli strani che ricorda una vera formula magica per l’incantesimo di localizzazione.
La cosa interessante è che il risultato riporta qualcosa come 970 elementi.
Di materiale su questo argomento, ultimamente così di moda e generalmente apprezzato dai giocatori di ruolo, ne abbiamo a disposizione una quantità gargantuesca anche se molto di questo utilizza il termine in maniera forzata o quantomeno fantasiosa*.
Ma questo lo sapevamo già.
Il vero problema è che la categoria del “vapore ribelle” annovera si molti titoli, ma ben pochi di questi sono stati prodotti o tradotti nella nostra lingua. Anzi, ora che ci penso non mi viene in mente nessun titolo recente che possa accostare le due cose, a parte il recente “Alice in Steamland“, su cui non ho messo ancora le mani (forse perché il libro ha esaurito la mia curiosità).

A breve tuttavia, vedremo questo settore arricchirsi di due nuove produzioni, che non mi vergogno di associare al suddetto genere con l’entusiasmo dell’appassionato e la larghezza di maniche tipiche di chi vuole a tutti i costi affibbiare un’etichetta di genere ad un prodotto.
Sto parlando di Spazio 1889 e Brass Age, entrambi ispirati dagli stessi autori letterari ed entrambi presentati al prossimo Lucca Comic&Games 2013.

Di Spazio 1889 ne avevamo già parlato brevemente, il gioco creato da Frank Chadwick ha già una sua storia editoriale ed una diffusione internazionale di successo. Bisognerà vedere come verrà localizzato in italiano e come si comporterà l’Ubiquity System, il nuovo “motore” istallato sotto il cofano del gioco che appare per la prima volta nel nostro paese, ma che già alimenta i GDR a tema avventuroso/pulp Leagues of Adventure e Hollow Earth Expedition. Pur non conoscendo approfonditamente il sistema, la scelta mi sembra azzeccata, quantomeno editorialmente, perché estende alla fantascienza “hard” ed al Planetary Romance l’offerta ruolistica coperta con i due giochi già citati, creando un solido trittico di prodotti che può soddisfare il palato raffinato di qualsiasi amante dell’avventura “vecchio stile”.

Brass Age

Doctor “S” – Brass Age (non ricorda qualcuno?)

Il secondo è un gioco di ruolo totalmente italiano prodotto dalla Limana Umanìta, già casa editrice di Project H.O.P.E. il gioco supereroistico ambientato in una Seconda Guerra Mondiale ucronica, con cui Brass Age condivide la continuità storica, pur posizionandosi un centinaio d’anni prima.

Nonostante alcune recensioni evidenzino pecche nelle meccniche, Project H.O.P.E. è un prodotto di ottima qualità, vanta come migliore freccia al suo arco una setting veramente orginale e ben costruito che ricorda vagamente quello del francese “La Brigade Chimérique” e che viene costantemente alimentato da un gruppo di autori molto attivi e culturalmente preparati.

Per questo motivo Brass Age non manca di generare aspettative e suscitare la mia curiosità.
Da quel poco che si sa attualmente, il gioco di ruolo è :

Ambientato nell’Inghilterra vittoriana, Brass Age attinge alle atmosfere e ai personaggi letterari creati dalle penne di Arthur Conan Doyle, Emilio Salgari, Edgar Allan Poe, Robert Louis Stevenson, Jules Verne… ma anche da autori più recenti che hanno riletto quello stesso immaginario e l’hanno arricchito, come ha fatto ad esempio Alan Moore ne “La Lega degli Straordinari Gentlemen”.

I personaggi sono tutti reclutati, chi per un motivo, chi per un’altro, come spie per il misterioso Club Diogene un’associazione proto-governativa che ha il compito di sventare le cospirazioni che puntano a destabilizzare l’Impero britannico nel suo estesissimo territorio coloniale.
Il sistema prevede che un personaggio sia, tra le altre cose, definito attraverso la scelta di una carriera, divisa in tre stadi (da quello inziale a quello più rinomato) che può anche essere mista, ovvero ripartita tra diverse professioni (mi ricorda un po’ la struttura delle carriere dei GDR basati su WH40K) e la classe sociale, un concetto che conferisce al personaggio vantaggi e svantaggi a seconda del campo d’azione (un proletario sarà avvantaggiato nei bassifondi). Interessante il concetto dei trucchi, abilità speciali che si acquistano al raggiungimento dello stadio più elevato di una professione (vedremo quanto si differenzieranno dai classici perks o talenti che di si voglia).

Brass Age dovrebbe essere lanciato a breve attraverso una campagna di crowdfounding su Indiegogo che offrirà l’opportunità ai bidders di accedere a contenuti aggiuntivi ed a quanto pare anche personalizzati. Vedremo come le tempistiche si sposeranno con i tempi ormai prossimi, di presentazione del gioco a Lucca.

Spero che questi giochi colpiscano nel segno perché mi sono fatto l’idea che entrambi richiedano un pubblico più preparato e maturo della media per essere goduti appieno. Ricreare il feeling del periodo vittoriano, con le sue contraddizioni sociali, l’industrializzazione precaria ed arrembante, gli intrecci storici ed il sapore prettamente britannico infarcito di understatement, non è facile e richiede una certa conoscenza del background, a prescindere da quanto questo verrà ben descritto nei manuali.

* please, non mi mettete ancora “Le Porte di Anubis” tra la narrativa steampunk!

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2 commenti su “Vapore italico: Brass Age, non solo steampunk

  1. Neddo
    15 ottobre 2013

    Dove sei sparito?

    • Imbrattabit
      15 ottobre 2013

      Sempre qui, mi è cascato in testa tanto di quel lavoro che neanche Babbo Natale il 25 Dicembre… 🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 20 settembre 2013 da in Italiano, Notizie con tag , , , , , .
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